Specialisti, un tesoretto che vale 1,5 miliardi

28 luglio 2015

Articolo Corriere Bologna 28.07.2015:


Specialisti, un tesoretto che vale 1,5 miliardi

Ma per una visita cardiologica a Bologna si può aspettare anche un anno.

Otto miliardi di euro. È la cifra che la Regione ha destinato alla spesa sanitaria nel 2015. Un fiume di denaro che - bilancio di previsione alla mano - rappresenta oltre il 60% del budget della Regione che ammonta a 12 miliardi di euro.
Ma non tutte le sotto-voci della maxi-spesa sanitaria si equivalgono. Per orientarsi, è utile spulciare il bilancio 2013 della Regione, l' ultimo con dati ufficiali disaggregati sulla sanità. Da allora, le casse della Regione si sono leggermente svuotate (c' erano 616 milioni di euro in più) ma, in termini percentuali, la ripartizione è ancora attuale. Ieri come oggi, a impegnare la fetta più grossa del budget sanitario era l' assistenza ospedaliera, riservata alle persone bisognose di essere ricoverate: è qui che è andato a finire il 41,3% del tesoretto, pari a 3,5 miliardi di euro. Un investimento capace di garantire 19 mila posti letto, tra ospedali pubblici (14.442) e privati accreditati (4.574).
Segue nella classifica delle voci di spesa l' assistenza specialistica, che comprende anche le viste in Pronto soccorso non seguite da ricovero: nel 2013 è costata 1,5 miliardi di euro, il 17,9 % del totale. Sempre due anni fa, il 10% della spesa (920 milioni di euro) è andato a finire nell' assistenza farmaceutica; il 5,7% (496 milioni di euro) è stato speso per l' assistenza di base (medici generali e pediatri); 386 milioni di euro (4,4 %) per l' assistenza agli anziani; 376 milioni di euro per l' assistenza psichiatrica.
Le prestazioni specialistiche rappresentano una fetta enorme della torta (la seconda dopo i ricoveri ospedalieri) e non è un caso che il governatore Stefano Bonaccini e l' assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi abbiano deciso di intervenire proprio qui, riformando le linee guida per le liste d' attesa.
Ridurre i tempi per accedere a visite ed esami significa non solo ottimizzare le risorse (umane ed economiche) ma anche, in prospettiva, incidere sulla qualità della vita dei cittadini. La normativa regionale definisce così gli impegni per il rispetto dei tempi di attesa: 24 ore per le urgenze, 7 giorni per le urgenze differibili, 30 giorni per le prime visite e 60 giorni per gli esami programmabili.
Secondo gli ultimi monitoraggi della Regione, a luglio di quest' anno, il 73% dei primi accessi rispetta i tempi. Un risultato da migliorare. Ma qualcosa è già stato fatto: un anno fa, solo il 43% dei casi rientrava in questi parametri. Certo, se si considera che per una visita cardiologica a Bologna si possono aspettare anche 340 giorni, la strada non può che sembrare in salita. Il buon esito del piano, però, è anche nelle mani dei cittadini. Secondo un dossier realizzato in provincia di Bologna, le percentuali di assenza alle prestazioni prenotate vanno dal 25 al 30%. E di queste, oltre la metà non vengono segnalate nelle 24 ore che precedono l' appuntamento.